E-commerce

L'e-commerce ha subito molte trasformazioni dalla sua nascita e sta cambiando il nostro modo di vivere, fare acquisti e lavorare. Immergiamoci nella storia e nel futuro dell'e-commerce.

Che cos'è l'e-commerce?

L'e-commerce (chiamato anche commercio elettronico) è l'acquisto e la vendita di beni (o servizi) su Internet. Include un'ampia gamma di dati, sistemi e strumenti sia per gli acquirenti che per i venditori online, ad esempio il mobile shopping e la crittografia dei pagamenti online. 

La maggior parte delle aziende presenti online utilizza un negozio e/o una piattaforma di e-commerce per svolgere attività di marketing, vendere e supervisionare la logistica e l'evasione degli ordini.

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Per comprendere appieno l'e-commerce, diamo un'occhiata alla sua storia, alla sua crescita e al suo impatto sul mondo degli affari. Analizzeremo anche i vantaggi e gli svantaggi dell'e-commerce e le previsioni per il futuro.

Tipi di e-commerce

In generale, sono sei i modelli principali di e-commerce con cui si possono categorizzare le aziende:

  1. B2C.
  2. B2B.
  3. C2C.
  4. C2B.
  5. B2A.
  6. C2A.

Esaminiamo ciascun tipo di commercio elettronico più nel dettaglio.

1. Business-to-Consumer (B2C).

L'e-commerce B2C comprende le transazioni che avvengono tra un'azienda e un consumatore. È uno dei modelli di vendita più popolari nel panorama dell'e-commerce. Ad esempio, quando compri un paio di scarpe da un rivenditore online, si tratta di una transazione business-to-consumer.

2. Business-to-Business (B2B).

A differenza del B2C, l'e-commerce B2B si riferisce alle vendite che intercorrono tra aziende, ad esempio tra un produttore e un grossista o rivenditore. Il B2B non si rivolge ai consumatori, ma coinvolge solo le aziende.

Le vendite business-to-business riguardano spesso le materie prime o i prodotti che vengono riconfezionati prima di essere venduti agli acquirenti.

3. Consumer-to-Consumer (C2C).

Il C2C rappresenta una delle prime forme di e-commerce. Le relazioni commerciali customer-to-customer si riferiscono alle vendite di prodotti o servizi tra consumatori. Rientrano in questo campo le compravendite che avvengono, ad esempio, su eBay o Amazon.

4. Consumer-to-Business (C2B).

Il C2B rovescia il modello tradizionale di e-commerce: sono infatti i singoli consumatori a mettere i propri prodotti o servizi a disposizione delle aziende.

Un esempio è il modello di business di iStockPhoto, che permette di acquistare direttamente online fotografie d'archivio da diversi fotografi.

5. Business-to-Administration (B2A).

Il B2A riassume tutte le relazioni commerciali che si verificano tra le aziende online e la pubblica amministrazione. Un esempio è costituito dai prodotti e dai servizi relativi ai documenti legali, alla previdenza sociale, ecc.

6. Consumer-to-Administration (C2A).

Il C2A è simile al B2A, ma in questo caso sono i consumatori a vendere online prodotti o servizi alla pubblica amministrazione. Il C2A include, a titolo esemplificativo, le consulenze online in materia di istruzione, preparazione delle dichiarazioni fiscali, ecc.

Sia il B2A che il C2A mirano a una maggiore efficienza all'interno della pubblica amministrazione grazie al supporto dell'informatica.

Storia dell'e-commerce

La prima forma di e-commerce è stata introdotta circa 40 anni fa.

Da allora, il commercio elettronico ha contribuito alla crescita di innumerevoli aziende grazie alle nuove tecnologie, ai miglioramenti della connessione Internet, alla maggiore sicurezza dei gateway di pagamento e all'ampia adozione da parte di consumatori e aziende.

Linea temporale dell'e-commerce

1969: viene fondata CompuServe.

La prima tecnologia CompuServe, società fondata da John R. Goltz e Jeffrey Wilkins, due studenti di ingegneria elettronica, è stata sviluppata utilizzando una connessione dial-up.

Negli anni '80, CompuServe ha introdotto alcune delle prime forme di posta elettronica e connettività Internet per il pubblico e ha dominato il panorama dell'e-commerce fino alla metà degli anni '90.

1979: Michael Aldrich inventa lo shopping elettronico.

L'inventore inglese Michael Aldrich ha introdotto lo shopping elettronico collegando una TV modificata a un computer di elaborazione delle transazioni tramite la linea telefonica.

L'invenzione di Aldrich ha permesso ai soggetti esterni di aprire e condividere i sistemi di informazione chiusi per trasmettere dati in maniera sicura. Questa tecnologia è diventata la base dell'e-commerce moderno.

1982: avviene il lancio di Boston Computer Exchange.

Quando la Boston Computer Exchange ha esordito, era la prima società di e-commerce al mondo.

Il suo scopo principale era quello di fungere da mercato online per le persone interessate a vendere i propri computer usati.

1992: Book Stacks Unlimited viene lanciata come primo marketplace di libri online.

Charles M. Stack ha introdotto Book Stacks Unlimited come una libreria online. Originariamente, l'azienda utilizzava il formato Bulletin Board dial-up. Tuttavia, nel 1994 il sito è passato a Internet ed è stato gestito dal dominio Books.com.

1994: viene lanciato il browser Netscape Navigator.

Marc Andreessen e Jim Clark hanno creato insieme Netscape Navigator come strumento di navigazione web. Durante gli anni '90, Netscape Navigator è diventato il browser principale sulla piattaforma Windows, prima dell'ascesa dei giganti moderni come Google.

1995: lancio di Amazon.

Jeff Bezos ha introdotto Amazon principalmente come piattaforma di e-commerce per libri.

1998: nasce PayPal come sistema di pagamento per l'e-commerce.

Originariamente presentato come Confinity dai fondatori Max Levhin, Peter Thiel, Like Nosek e Ken Howery, PayPal ha fatto la sua comparsa sul panorama dell'e-commerce come strumento di trasferimento di denaro.

Prima del 2000 è stato fuso con la società bancaria online di Elon Musk e ha cominciato la scalata verso il successo e la popolarità.

1999: nasce Alibaba.

Alibaba Online è stato lanciato come marketplace online con un finanziamento di oltre 25 milioni di dollari. Già nel 2001 la società era diventata redditizia. Alibaba si è trasformato in una delle principali piattaforme B2B, C2C e B2C più usate al giorno d'oggi.

2000: Google introduce Google AdWords come strumento pubblicitario online.

Google Adwords è stato introdotto come un modo per le aziende di e-commerce di farsi notare dagli utenti di Google.

Sfruttando brevi annunci di testo e URL di visualizzazione, i rivenditori online hanno iniziato a usare questo strumento in un contesto PPC (pay-per-click). Gli annunci pubblicitari PPC non vanno confusi con l'ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO).

2004: lancio di Shopify.

Dopo aver tentato di aprire un negozio online di attrezzature per lo snowboard, Tobias Lütke e Scott Lake hanno lanciato Shopify, una piattaforma di e-commerce per i negozi online e i sistemi di punti vendita.

2005: Amazon introduce l'abbonamento ad Amazon Prime.

Amazon ha lanciato Amazon Prime per garantire ai clienti la spedizione gratuita in 2 giorni in cambio di una tariffa annuale fissa.

L'abbonamento include anche altri vantaggi, tra cui la spedizione in un giorno a un prezzo agevolato, l'accesso a servizi di streaming come Amazon Video e la possibilità di partecipare a eventi riservati solo agli abbonati, come il “Prime Day”.

Questa mossa strategica ha contribuito a fidelizzare i clienti e incentivare gli acquisti ripetuti. Oggigiorno la spedizione gratuita e la velocità della consegna sono tra le richieste più comuni da parte dei consumatori online.

2005: viene lanciato Etsy.

Etsy nasce per consentire agli artigiani e ai piccoli commercianti di vendere prodotti (inclusi quelli digitali) tramite marketplace online. In questo modo la comunità degli artigiani ha fatto la sua comparsa online, raggiungendo un pubblico che acquista 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

2009: viene lanciato BigCommerce.

Eddie Machaalani e Mitchell Harper fondano insieme BigCommerce, pensato per essere una piattaforma di e-commerce che offre il 100 % di autonomia. 

Dal 2009, più di 25 miliardi di dollari di vendite sono stati elaborati tramite la piattaforma. La società ha oggi sedi ad Austin, San Francisco e Sydney.

2011: viene introdotto Google Wallet come metodo di pagamento digitale.

Google Wallet è stato introdotto come servizio di pagamento peer-to-peer per consentire agli utenti di inviare e ricevere denaro da un dispositivo mobile o da un computer.

Collegando il portafoglio digitale a una carta di debito o un conto bancario, gli utenti possono pagare prodotti o servizi tramite questi dispositivi.

Google Wallet si è unito ad Android Pay ed è oggi noto come Google Pay.

2011: Facebook inaugura le storie sponsorizzate come prima forma di pubblicità.

Facebook ha offerto le prime opportunità pubblicitarie ai proprietari di Pagine Business tramite le storie sponsorizzate. Queste campagne a pagamento hanno permesso alle aziende di e-commerce di raggiungere un pubblico specifico e di comparire sui feed di notizie di diversi destinatari.

2011: lancio di Stripe.

Fondata da John e Patrick Collison, Stripe è un'azienda di elaborazione dei pagamenti creata originariamente per gli sviluppatori.

2014: viene introdotto Apple Pay come metodo di pagamento mobile.

Considerato l'utilizzo sempre più frequente dei dispositivi mobili da parte degli acquirenti online, Apple ha introdotto Apple Pay per consentire agli utenti di pagare prodotti o servizi tramite i dispositivi Apple.

2014: lancio di Jet.com.

Jet.com è stata fondata dall'imprenditore Marc Lore (che ha venduto la sua precedente azienda, Diapers.com, ad Amazon.com) insieme a Mike Hanrahan e Nate Faust.

L'azienda fa concorrenza a Costco e Sam's Club nel soddisfare le esigenze dei clienti che ricercano il prezzo più basso possibile per tempi di spedizione lunghi e ordini in blocco.

2017: Instagram introduce la possibilità di acquistare prodotti.

Instagram Shopping è stato lanciato con il partner di e-commerce BigCommerce. Da allora, il servizio si è esteso ad altre piattaforme di e-commerce e consente agli utenti di Instagram di fare clic su un qualsivoglia articolo, accedere alla relativa pagina prodotto e acquistarlo.

2017: le vendite del Cyber Monday superano i 6,5 miliardi di dollari.

L'e-commerce ha stabilito un nuovo record registrando più di 6,5 miliardi di vendite online durante il Cyber Monday, un aumento del 17 % rispetto all'anno precedente.

2020: il COVID-19 favorisce la crescita dell'e-commerce.

La pandemia mondiale da COVID-19 ha spinto i consumatori ad acquistare online come non era mai successo prima. A maggio 2020, le transazioni di e-commerce hanno raggiunto gli 82,5 miliardi di dollari, un aumento del 77 % rispetto al 2019. Ci sarebbero voluti dai quattro ai sei anni per ottenere questo risultato sulla base degli incrementi annuali tradizionali.

I consumatori hanno iniziato ad acquistare online i prodotti che compravano nei negozi fisici, come ad esempio cibo, articoli per la casa, vestiti e prodotti di intrattenimento. Molti consumatori affermano che continueranno a usare le vetrine online finché non sarà disponibile un vaccino per il COVID-19.

Crescita dell'e-commerce

L'e-commerce ha fatto passi da gigante dal lancio di CompuServe nel 1969. La sua crescita è stata sicuramente guidata dai miglioramenti tecnologici, oltre che dalle circostanze globali. Oggigiorno si richiede all'e-commerce di soddisfare le esigenze dei clienti in termini di sicurezza e convenienza.

  • La United Parcel Service Inc. ha cavalcato l'onda dell'e-commerce alimentata dalla pandemia, incrementando i profitti e registrando un aumento dei ricavi del 13 % nel trimestre di giugno 2020. Nello stesso periodo, le consegne a domicilio di UPS sono salite del 65 %.
  • Nel 2019 le vendite al dettaglio online statunitensi su Amazon sono aumentate del 19,1 %, per un valore di oltre 222,6 miliardi di dollari.
  • Si prevede che per la fine del 2020 la spesa online negli Stati Uniti raggiungerà circa i 375 miliardi di dollari. Secondo le stime degli esperti, entro la fine del 2024 verranno superati i 476 miliardi di dollari.
Grafico vendite di e-commerce

Impatto dell'e-commerce

L'e-commerce ha un impatto diffuso con una reazione a catena che coinvolge sia le piccole imprese che le grandi multinazionali.

1. I grandi rivenditori sono costretti a vendere online.

La crescita dell'e-commerce ha ampliato la portata dei marchi di molti rivenditori e ha influito positivamente sul loro bilancio. Per tutti quei rivenditori che hanno impiegato del tempo ad adottare il marketplace online, tuttavia, l'impatto dell'e-commerce è stato diverso.

I cambiamenti maggiori dovuti all'impatto dell'e-commerce interessano però i rivenditori che hanno dimensioni intermedie.

A febbraio 2019, le vendite online hanno superato per la prima volta, anche se di poco, i negozi di merchandising generale, tra cui i centri commerciali, i grandi magazzini e i superstore. In seguito all'eliminazione delle spese di spedizione con Amazon Prime, sempre più consumatori si trovano bene con lo shopping online.

2. L'e-commerce aiuta le piccole imprese a vendere direttamente ai clienti.

Per molte piccole imprese l'adozione dell'e-commerce è stato un processo lento. Tuttavia, quelle che l'hanno implementato hanno scoperto che spalanca le porte a nuove opportunità.

Lentamente, i proprietari di piccole imprese stanno lanciando negozi di e-commerce e diversificando la loro offerta per raggiungere più clienti e andare incontro a coloro che preferiscono lo shopping online o su dispositivi mobili. 

Prima della pandemia le piccole imprese si stavano già adoperando per espandere la loro presenza nell'e-commerce. Oggi, il 23 % dei proprietari di piccole imprese ritiene di dover rafforzare le proprie funzionalità di e-commerce per sopravvivere quando la pandemia sarà terminata. Un altro 23 % ha creato un sito web o ne ha aggiornato uno già esistente dall'inizio del lockdown dovuto al COVID-19.

3. Le aziende B2B iniziano a offrire esperienze di ordinazione simili a quelle del B2C.

Le aziende B2B si stanno impegnando per migliorare le loro customer experience online e stare al passo con le aziende B2C. Ciò significa dover creare un'esperienza omnicanale con più punti di contatto e usare i dati per instaurare relazioni personalizzate con gli acquirenti.

Le soluzioni di e-commerce offrono più autonomia, forniscono piattaforme facili da usare per il confronto dei prezzi e aiutano i marchi B2B a mantenere i contatti con gli acquirenti. 

 Si prevede che entro il 2026 le transazioni B2B raggiungeranno i 63 084 miliardi di dollari.

4. L'ascesa dei marketplace di e-commerce.

I marketplace di e-commerce sono fioriti in tutto il mondo a partire dalla metà degli anni '90 con il lancio di giganti che noi tutti conosciamo, come Amazon, Alibaba e altri ancora. 

Dal grafico sottostante, si nota che Amazon spicca tra tutti relativamente alla crescita dei marketplace di e-commerce, ma anche gli altri stanno facendo dei balzi in avanti.

Fatturato annuo in miliardi di dollari statunitensi

Offrendo una vasta scelta e una comodità estrema ai clienti, sono riusciti a ingrandirsi velocemente grazie a innovazione e ottimizzazione costanti.

Amazon, in particolare, è nota per la sua speciale strategia di crescita che le ha permesso di essere adottata in massa e di registrare vendite da record.

Amazon, però, non fa tutto da sola. Nel 2020, il 52 % dei prodotti venduti su Amazon è stato venduto da terzi (cioè non dall'azienda).

Tali venditori terzi ottengono profitti elevati dalle vendite sul marketplace, anche se sono tenuti a rispettare il severo regolamento adottato da Amazon.

5. La gestione della catena di approvvigionamento si è evoluta.

I dati delle indagini mostrano che uno dei principali effetti dell'e-commerce sulla gestione della catena di approvvigionamento è la riduzione dei cicli di vita dei prodotti.

Di conseguenza, i produttori offrono un assortimento più ampio e variegato come cuscinetto contro l'erosione dei prezzi. Ciò significa anche che i magazzini si ritrovano a gestire maggiori quantità di scorte dentro e fuori dalle loro strutture.

In risposta a questo fenomeno, alcuni magazzini hanno iniziato a offrire dei servizi a valore aggiunto per rendere le operazioni di e-commerce e di vendita al dettaglio più scorrevoli ed efficaci.

Ecco alcuni esempi di questi servizi:

  • Stoccaggio separato per le vendite online e quelle al dettaglio.
  • Servizi di imballaggio diversi.
  • Monitoraggio dell'inventario/logistica.

6. Si creano nuove opportunità lavorative, ma calano i posti di lavoro nella vendita al dettaglio tradizionale.

Le posizioni lavorative legate all'e-commerce sono raddoppiate negli ultimi cinque anni, superando di gran lunga altre tipologie di vendita al dettaglio in termini di crescita. Tuttavia, l'aumento delle opportunità di lavoro nell'e-commerce costituisce solo un piccolo tassello del puzzle dell'occupazione.

Alcune notizie in pillole sull'impatto dell'e-commerce sull'occupazione:

  • Le posizioni lavorative legate all'e-commerce sono aumentate del 334 % e sono stati introdotti 178 000 posti di lavoro dal 2002.
  • La maggior parte degli impieghi di e-commerce si svolge in aree metropolitane di medie e grandi dimensioni.
  • La maggior parte delle aziende di e-commerce lavora con non più di quattro dipendenti.

Il rovescio della medaglia, tuttavia, è che l'aumento dell'efficienza e l'allontanamento dalla vendita al dettaglio tradizionale possono portare alla scomparsa di alcuni lavori o alla riduzione della forza lavoro.

Come accade per qualsiasi grande cambiamento nel mercato, ci sono risvolti sia positivi che negativi per l'occupazione.

7. I consumatori acquistano in maniera diversa.

L'e-commerce (e ora la vendita al dettaglio omnicanale) ha avuto una ripercussione notevole sugli acquirenti e sta rivoluzionando la modalità di acquisto dei consumatori moderni.

I millenial trainano la classifica dei principali acquirenti online (con il 67 %), seguiti a stretto giro dalla generazione X e dai boomer, rispettivamente con il 56 % e il 41 % di partecipazione alle attività di acquisto online.

8. Grazie ai social media i consumatori condividono con facilità i prodotti da acquistare online.

I ricercatori hanno rilevato che l'e-commerce ha avuto un impatto sociale interessante, soprattutto nell'ambito dei social media.

Al giorno d'oggi gli acquirenti di e-commerce scoprono e sono invogliati a comprare beni o servizi sulla base dei consigli di amici, colleghi e fonti attendibili (come gli influencer) condivisi sui social network come Facebook, Instagram e Twitter.

Ti è mai capitato di voler acquistare un prodotto che ti è stato consigliato su Facebook o che hai visto su un post di Instagram? Se sì, hai assistito all'impatto sociale dell'e-commerce.

9. L'e-commerce globale sta crescendo rapidamente.

Si stima che 1,8 miliardi di persone in tutto il mondo abbiano effettuato un acquisto online nel 2018.

La piattaforma cinese Taobao è il più grande marketplace online con un GMV (valore lordo di mercato) pari a 484 miliardi di dollari. Per contestualizzare questo dato, basti pensare che Tmall e Amazon hanno ottenuto la seconda e la terza posizione rispettivamente con 458 e 339 miliardi di dollari di GMV nella classifica annuale del valore di mercato globale di terze parti.

Vantaggi dell'e-commerce

L'e-commerce offre molti vantaggi, dalla possibilità di acquistare rapidamente al poter raggiungere un vasto pubblico 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Analizziamo nel dettaglio alcuni dei principali vantaggi offerti.

1. Acquisti più rapidi per i clienti.

Grazie all'e-commerce i clienti possono effettuare acquisti da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento.

Ciò significa che possono ottenere i prodotti che vogliono e di cui hanno bisogno più velocemente, senza essere vincolati dagli orari di apertura dei negozi tradizionali.

Inoltre, con i miglioramenti delle spedizioni che permettono consegne quasi immediate ai clienti, si riduce anche il tempo di evasione degli ordini (un esempio è Amazon Prime Now).

2. Le aziende possono raggiungere facilmente nuovi acquirenti.

Con l'e-commerce, per le aziende è più semplice raggiungere nuovi clienti in tutto il mondo. I negozi di e-commerce non sono legati a una singola posizione geografica, sono sempre aperti e a disposizione di tutti gli utenti che li visitano online.

Considerati gli ulteriori vantaggi offerti dalla pubblicità sui social media e dall'e-mail marketing, i brand hanno la possibilità di interagire con un vasto pubblico che è intenzionato all'acquisto.

3. Costi operativi ridotti.

Non essendoci la necessità di avere una vetrina fisica (e dipendenti che la gestiscano), i rivenditori di e-commerce possono lanciare i loro negozi con costi operativi minimi.

Se le vendite aumentano, i brand possono facilmente ingrandirsi senza bisogno di importanti investimenti immobiliari o di assumere più forza lavoro. Tutto ciò comporta un aumento dei margini in generale.

4. Esperienze personalizzate.

Con l'aiuto dell'automazione e di profili utente dettagliati, puoi offrire esperienze online altamente personalizzate alla tua base di clienti dell'e-commerce.

Presentare i prodotti rilevanti sulla base dei comportamenti di acquisto passati, ad esempio, può portare a un AOV (valore medio dell'ordine) più elevato e fa sentire gli acquirenti più compresi dal punto di vista umano.

Svantaggi dell'e-commerce

Anche se l'e-commerce moderno è sempre più flessibile, presenta ancora una serie di svantaggi.

Di seguito sono riportati alcuni dei punti deboli dell'e-commerce al dettaglio.

1. Interazioni limitate con gli acquirenti.

Non potendo parlare con loro di persona, può essere più difficile capire i desideri, le esigenze e le preoccupazioni dei clienti dell'e-commerce.

Esistono comunque dei metodi per raccogliere questi dati (sondaggi, interazioni con l'assistenza clienti, ecc.), ma richiedono più lavoro di una semplice chiacchierata giornaliera con i clienti.

2. I guasti tecnologici possono influire sulle vendite.

Se il tuo sito di e-commerce è lento, fuori uso o non disponibile per i clienti, rischi di non registrare neanche una vendita.

Il crash dei siti e i guasti tecnologici possono danneggiare i rapporti coi clienti e avere un impatto negativo sui tuoi profitti.

3. Non c'è la possibilità di testare o provare.

Per i clienti che vogliono toccare con mano un prodotto (specialmente se si tratta di beni fisici come capi di abbigliamento, scarpe e prodotti di bellezza) prima di metterlo nel carrello, l'esperienza di e-commerce può risultare limitante.

Futuro dell'e-commerce

Secondo le previsioni, entro il 2022 i ricavi dell'e-commerce degli Stati Uniti raggiungeranno i 479 miliardi di dollari e i settori che cresceranno maggiormente saranno quelli dei giocattoli, degli hobby e del fai da te.

E non si tratta di una moda passeggera.

Guardando al futuro, è interessante notare che, secondo quanto previsto dai dati dell'esperto di e-commerce Gary Hoover, le vendite degli e-commerce potrebbero uguagliare quelle dei negozi fisici.

Questo significa che anche se il trend delle vendite online continuerà a crescere, ci saranno opportunità per tutti.

Ma non finisce qui.

Nel prossimo futuro la maggior parte delle interazioni di e-commerce saranno esperienze omnicanale per gli acquirenti.

I consumatori si aspetteranno di poter cercare, navigare ed effettuare acquisti in maniera fluida su diversi dispositivi e piattaforme (ad esempio su un negozio web autonomo, su Amazon, ecc.).

Altre tendenze da tenere d'occhio per il futuro dell'e-commerce sono:

  • Customer journey solidi e personalizzazione.
  • Shopping predisposto per l'intelligenza artificiale.
  • Valute digitali.

Nel complesso, dobbiamo ricordarci che l'e-commerce è ancora relativamente nuovo nel quadro generale della vendita al dettaglio.

Il futuro può riservare infinite opportunità, ma il successo e la longevità dell'e-commerce dipenderanno in larga misura dalle preferenze degli acquirenti.

Conclusione

Abbiamo esaminato tutte le sfaccettature dell'e-commerce: le diverse tipologie, la storia, la crescita negli anni, l'impatto sui consumatori e i metodi di gestione dell'attività.

L'e-commerce comporta sicuramente sia vantaggi che svantaggi, ma il futuro ha in serbo molte opportunità per un'espansione ancora maggiore.

Domande frequenti sull'e-commerce

Quali sono le principali caratteristiche di un sito web di e-commerce?

La maggior parte dei clienti si aspetta di trovare alcune caratteristiche fondamentali quando valuta un sito web di e-commerce. Si tratta di elementi che migliorano l'esperienza di acquisto online in generale, rendendola altamente funzionale e intuitiva.

  • Funzionalità semplici da usare: strumenti di navigazione chiari, procedure di checkout agevoli, ecc.
  • Compatibilità mobile: il sito dev'essere compatibile e funzionante su tutti i dispositivi mobili.
  • Codici sconto e promozioni: possibilità per gli acquirenti di usare gli sconti sul sito.
  • Funzionalità di sicurezza: l'elaborazione dei pagamenti è sicura e affidabile.
  • A prova di social: approvazione di clienti e fonti attendibili.
  • Contenuti generati dagli utenti: recensioni, valutazioni e foto che aumentino la credibilità dell'offerta.
L'e-commerce è sicuro?

Sì, l'e-commerce è più sicuro che mai.

Grazie a sicurezza multilivello, monitoraggio delle transazioni, scansioni PCI regolari, certificati SSL, protezione contro gli attacchi DoS e DDoS e alle soluzioni di hosting conformi a PCI, i negozi di e-commerce possono rasserenare i loro clienti garantendo che gli acquisti online avvengono in un ambiente sicuro e protetto.

Che cos'è l'evasione di un ordine nell'e-commerce?

Si tratta di un'espressione che riassume l'intero processo di ricezione e spedizione di un ordine al cliente.

Comprende tutte le fasi operative e logistiche che fanno parte del processo, tra cui la gestione dell'inventario, l'organizzazione del magazzino, la supervisione degli ordini, l'imballaggio e la spedizione e le comunicazioni con i clienti relative all'evasione dell'ordine.

Questo aspetto dei negozi di e-commerce può essere affidato a un servizio di evasione degli ordini o gestito tramite dropshipping.

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Che cos'è un marketplace di e-commerce?

Un marketplace di e-commerce è un tipo di sito che consente la vendita di prodotti o servizi e l'elaborazione da parte dell'operatore del marketplace.

Ne sono un esempio le piattaforme di vendita come Etsy, Amazon ed eBay, che fanno spesso parte di una strategia di vendita omnicanale.

Quali sono alcuni dei marketplace online più famosi?

  • Amazon.
  • eBay.
  • Alibaba.
  • Etsy.
  • Walmart.
  • Jet.
  • Overstock.
  • Newegg.
  • Rakuten.
Che cos'è una piattaforma di e-commerce?

Una piattaforma di e-commerce è uno strumento software che consente ai rivenditori di costruire e personalizzare vetrine digitali e di gestire il sito, le vendite e le operazioni di e-commerce da un hub centrale.

BigCommerce è un esempio di piattaforma di e-commerce.

Che cos'è una piattaforma di e-commerce in hosting?

Si tratta di una piattaforma che gestisce tutte le responsabilità di hosting del sito anziché chiedere all'utente di occuparsene tramite una soluzione di terze parti.

In questo modo si riducono le difficoltà legate alla gestione del software di e-commerce e si abbassano i costi rispetto all'hosting autonomo.

Nelle piattaforme di e-commerce in hosting, è la piattaforma stessa a gestire gli aggiornamenti, la sicurezza e altre attività correlate per il proprietario del negozio. BigCommerce è un esempio di piattaforma in hosting (SaaS).

L'e-commerce sta crescendo?

Sì. Prima della pandemia, l'e-commerce cresceva di anno in anno, ma i lockdown in tutto il mondo hanno moltiplicato esponenzialmente la sua ascesa. 

Si prevede che per la fine del 2020 la spesa online negli Stati Uniti raggiungerà circa i 375 miliardi di dollari. Secondo le stime degli esperti, entro la fine del 2024 verranno superati i 476 miliardi di dollari.

Quanti sono i siti di e-commerce?

Nel 2020 c'erano più di 7,1 milioni di negozi online nel mondo, ma ne vengono creati di nuovi ogni giorno.

Qual è il valore dell'e-commerce?

La Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo ha riferito che le vendite globali dell'e-commerce sono aumentate del 13 % nel 2017, raggiungendo approssimativamente i 29 mila miliardi di dollari.

Secondo le previsioni, il mercato dell'e-commerce B2B dovrebbe raggiungere i 6700 miliardi di dollari di GMV nel 2020 e diventare il doppio del mercato B2C.

Quanto costa gestire un sito di e-commerce?

Il costo della gestione di un sito di e-commerce dipende da molti fattori, tra cui la dimensione dell'attività e la scelta della piattaforma.

Molte piattaforme di e-commerce offrono diversi piani e modalità di abbonamento a seconda delle varie esigenze.

Come faccio ad avviare un'attività di e-commerce?

Si può avviare un'attività di e-commerce in molti modi, ma la procedura che consigliamo è la seguente:

  • Trova qualcosa che non è ancora presente sul mercato.
  • Stila un business plan.
  • Crea un sito web accattivante.
  • Spargi la voce sulla nuova attività.
  • Impara a conoscere i clienti.
  • Aggiornati continuamente e studia a fondo i prodotti o servizi che offri.
Quali integrazioni importanti mi servono per un negozio di e-commerce?

La piattaforma di e-commerce fungerà da base per il tuo negozio e le integrazioni forniranno dei servizi aggiuntivi che contribuiranno al successo del tuo store online. Ecco alcune delle integrazioni che potrebbero esserti utili:

  • Sistema di punti vendita (POS) per tenere traccia dell'inventario.
  • Integrazioni di pagamento per consentire ai clienti di pagare come desiderano e in sicurezza.
  • Integrazioni di spedizione per semplificare la fase di consegna.
  • Integrazioni di analisi per monitorare il comportamento degli acquirenti nel tuo negozio e prendere decisioni basate sui dati per aumentare le vendite.
  • Integrazioni di inventario, specialmente per i negozi più articolati.
  • Integrazioni contabili per gestire libro paga, budget, rendiconti finanziari, grafici di acquisti e vendite e grafici di profitti e perdite.
  • Integrazioni di posta elettronica e di marketing per raggiungere più clienti e aumentare il traffico nel tuo negozio.
  • Integrazione CRM per favorire le relazioni con i clienti e fidelizzarli.
  • Integrazioni per l'assistenza clienti, come chatbot o live chat, per migliorare il servizio clienti.
  • Integrazioni social per le attività di marketing sui social media.
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